Aggiungi lo shapefile in qualsiasi forma
Trascina lo ZIP sulla pagina, seleziona il .shp insieme ai suoi file .shx, .dbf, .prj e .cpg oppure trascina l’intera cartella non compressa: vengono lette anche le sottocartelle. I file accessori come .shp.xml, .sbn e .sbx vengono ignorati. File singoli e cartelle possono contenere un solo shapefile alla volta. Per convertire più shapefile insieme, mettili in un unico ZIP: ciascuno diventa allora una cartella separata nel KML.
Da qualsiasi sistema di riferimento a WGS 84
Il KML usa solo longitudine e latitudine WGS 84, quindi la destinazione è bloccata. mapverter riconosce il .prj dal suo codice EPSG oppure confrontandone i parametri di proiezione con i sistemi noti. Se nessuno dei due metodi funziona, per la conversione si usa la definizione contenuta nel .prj stesso. Le coordinate convertite sono arrotondate a 7 cifre decimali, circa 1 cm.
Senza un .prj, i dati le cui coordinate rientrano già negli intervalli di longitudine e latitudine vengono considerati WGS 84. Altrimenti scegli tu il sistema di riferimento sorgente: seleziona uno di quelli proposti, come Web Mercator (EPSG:3857), fai clic sulla mappa nella tua zona per provare il fuso UTM locale oppure cerca per codice EPSG o nome. La mappa mostra dove finiscono i dati con ciascuna scelta.
Nomi e attributi
Un campo chiamato name diventa il nome del segnaposto e tutti gli altri campi vengono salvati come ExtendedData. Il testo viene decodificato con la codifica indicata nel file .cpg oppure, se manca il .cpg, rilevata dal DBF stesso, e il KML viene scritto in UTF-8. Gli shapefile non contengono stili, quindi nemmeno i segnaposto ne hanno.